A VOICE IN THE WIND

"Nella mia esitazione c'è il dramma di ogni trascendenza che consiste nel sapere qualcosa di sè per dono dell'altro" U. Galimberti
mercoledì, 18 novembre 2009

Coraggio!

Agrumi e ortottero

Coraggio! Tiriamo avanti la carretta in una dimensione umana paesana che addenta il tempo e si concede il lusso di masticarlo e ruminarlo. Il sole bacia lo scenario collinoso verde e brullo che si staglia all’orizzonte dietro i caseggiati.

Una giornata d’estate d’andare al mare, mentre ci si aspetta che le vetrine espongano i primi addobbi natalizi per impazienza di dare un tono di colore ad un panorama desolato di crisi snervante.

Rimango immobile sulla scena di un pietrificato, irreale fotogramma tanto da chiedermi se trattasi di realtà reale o virtuale ologramma. La virtù indigena è il trascendere dell’anima in un luogo custode geloso di voci, canti, lamenti e schiamazzi che nei secoli si sono tramandati di generazione in generazione.

Individuali esistenze si mantengono volutamente lontane fra loro, inconsapevoli che le loro prerogative coralmente vincono o perdono nel volgersi di un istante.

Giu Vale

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categorie: riflessioni divagazioni ecc
martedì, 10 novembre 2009

AmoRespira

Respira Amore

Respira, Amore
onde fugar cinico malore
e stai stretta a me
che t'effondo ardore.

 

Ardenti baci non t'offendan
al pari di vili braci
ma sciolgano il ghiaccio
d'esistenziale addiaccio.


GiuVale Grillo 9th Nov 2009

 

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Quando da solo sul ghiaccio ho camminato  
non ne vedevo la fine,  
ma tu nel buio allora mi hai parlato:  
“Se vinco io, vincerai anche tu"
"Se perdo io, perderai anche tu”.

 

Mi sono perso quando ho viaggiato solo,  
quando ero stanco e lontano,  
ma tu nel buio allora mi hai chiamato:  
“Se vinco io, vincerai anche tu"
"Se perdo io, perderai anche tu”

 

(da Cara Rimani - Angelo Branduardi)

postato da: Giuvale alle ore 15:10 | link | commenti (2)
categorie: poesie, riflessioni divagazioni ecc
lunedì, 09 novembre 2009

Stazioni d'attese

I giorni si rimorchiano l'un l'altro ad ingrandire un treno d'esistenza che viaggia su rotaie spazio-temporali, destinazione: il cuore.

Gli anni, come i treni delle occasioni, passano. I primi non ritornano più per sempre, mentre i secondi anche a distanza di anni passano di nuovo in quelle stazioni che li sanno accogliere e riaccogliere.

Per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità.

GiuVale

 

 

postato da: Giuvale alle ore 16:04 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni divagazioni ecc
martedì, 03 novembre 2009

Dialogo poetico tra un poeta genovese e una poetessa milanese

Diego Velàzquez, Venere allo specchio, 1650
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Carte Da Decifrare
(Ivano Fossati)
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L'amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare

E guai se avessi un coltello per tagliare
ma se avessi più giudizio non lo negherei
che se avessi casa ti riceverei
che se facesse pioggia ti riparerei
che se facesse ombra ti ci nasconderei

Se fossi un vero viaggiatore t'avrei già incontrata
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
se fossi un guardiano ti guarderei
se fossi un cacciatore non ti caccerei
se fossi un sacerdote come un'orazione
con la lingua tra i denti ti pronuncerei
se fossi un sacerdote come un salmo segreto
con le mani sulla bocca ti canterei

Se avessi braccia migliori ti costringerei
se avessi labbra migliori ti abbatterei
se avessi buona la bocca ti parlerei
se avessi buone le parole ti fermerei
ad un angolo di strada io ti fermerei
ad una croce qualunque ti inchioderei

E invece come un ladro come un assassino
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
per rubarti il passo, il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all'alba di altro amore
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all'alba di altro amore

Perché l'amore è carte da decifrare
e lunghe notti e giorni da calcolare
se l'amore è tutto segni da indovinare

Perdona
se non ho avuto il tempo di imparare
se io non ho avuto il tempo
di imparare.
 .
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Una Volta Ti Dissi
(Alda Merini)
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Una volta ti dissi: non arrabbiarti,
amore, s'io son diversa.
Forse sono una colonna di fumo,
ma la legna che sotto di me arde
è legna dorata dei boschi,
e tu non hai voluto ascoltarmi.
Guardavi la mia pelle candida
con l'incredulità di un sacerdote,
e volevi affondarvi il coltello
e così la tua vittima è morta
sotto il peso della tua stoltezza,
o malaccorto amore.
Prendevo in giro l'ebrietà della forma
e sapevo che ero di lutto,
eppure il lutto mi doleva dentro
con la dolcezza di uno sparviero.
Quante volte fui scoperta e mangiata,
quante volte servii di pasto agli empi;
e anche tu adesso sei empio,
o mio corollario di amore.
Dov'è la tua religione
per la mia povera croce?
___________________________
Picture: Diego Velàzquez, Venere allo specchio, 1650 Olio su tela, 122.5 x 177 cm Londra, National Gallery
postato da: Giuvale alle ore 22:24 | link | commenti (5)
categorie: testi evocativi, riflessioni divagazioni ecc
giovedì, 17 settembre 2009

Mar Amor

Sciacca Holydays September 2009

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Mar Amor

 

Serafica quiete

inebria lo spirito
in luoghi estatici

soavemente adornati
da provvide palme,
le ombrose fronde

al vento ondeggianti
ammaliano il cuor.

Sofferte pene

d'anima innamorata
stemperano nel mare

che s’affaccia ai vicoli
brulicanti di cuori

intrisi d'ogni speme,
procace baldanza
riaccende l'amor.

 

Giuseppe V. Grillo

postato da: Giuvale alle ore 21:17 | link | commenti (9)
categorie: poesie, testi evocativi
giovedì, 27 agosto 2009

Cronacanto 1 Luglio 2009

Giu in the bathroom Legnano 23th  June 2009

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Notte di sogni, di addii, di gioie e di tormenti prima del levar del sole ad inaugurare il giorno del mio rientro nella mia culla patria, l’isola dei tre promontori, cuore pulsante del bacino mediterraneo.

Notte in preda a visioni di fantasmi evocanti fobie ancestrali. La vertigine ammorba il cuore al pensiero del viaggio sul mezzo metallico volante.

Buono è ogni tentativo di scacciare la paura inconscia del volo, pensando a qualcosa che la esorcizzi, all’intrigante chiacchierata e la reciproca simpatia a pelle con la hostess sul precedente volo di ritorno a Milano, con scalo a Fiumicino, a conclusione delle vacanze pasquali isolane. Ricordare i suoi grandi occhi verdi, i capelli boccolati biondi della sua coda di cavallo, le sue fiere e scattanti movenze, un sanguigno puledro ribelle sui tacchi dai tocchi attutiti sul tappetino lungo il corridoio centrale e ritimici come il mio cuore pulsante di ansietà. Una volta atterrati, “Buon proseguimento di viaggio, caro” mi aveva esclamato, sorridente sorniona, vedendola di fretta sgattaiolare nei meandri di Fiumicino dove anch’io mi inoltravo, annaspando alla ricerca del mio gate per imbarcarmi sul prossimo aereo e distaccarmi di nuovo dalla mai come in questi casi agognata terra, purchè ferma. Rotta a Milano.

Stavolta si tratta più semplicemente di fare il tranquillo e comodo volo diretto Milano Linate-Catania, ma nel mio cuore l’inquietudine non cessa, nel cuore della notte, e allora metto le cuffie alle orecchie con la suggestionanti psichedelie sonore di Voyage 34 dei Porcupine Tree, ma così facendo anziché esorcizzare il demone di Phobos mi sembra di udire i versi terrificanti delle Arpie. Cambio di musica allora, Musica Moderna di Fossati, sperando in un "last minute" di agitazione interiore per poi lasciarmi finalmente cullare tra le braccia della figlia di Morfeo, “Sonnolencia”.

 

Svegliarsi l’indomani all’alba su un letto scomposto dove il corpo e l’anima hanno consumato il loro amplesso, eiaculando inquietudine nel cuore. Capelli arruffati, occhi tumidi e mente intorpidita. Una lacerazione interiore avverto come quella che prende sempre nel momento in cui si vive il passaggio da una fase di vita ad un’altra.

Una strana commistione di sentimenti di incontenibile gioia e snervante malinconia. Il cuore riprende la marcia della febbrile attesa di restituirsi alla terra che con abnegazione lo ha allevato. La mente, delegata dal primo a porre in essere quanto  pianificato nei fini dettagli, guida i gesti del corpo che abbandona l’immobilità oziosa per iniziare la giornata lunga e composita di eventi. Mi alzo dal letto ed essendo già nudo, come sono abitudinariamente mi corico, mi infilo sull’istante nel box doccia, l'acqua scende su di me ed avverto il risveglio delle membra, lo spirito ferino che si ritempra. Esco dal box, con l'acqua che ottura i pori sprizzanti di adrenalina.

La mente è settata sulla scaletta dei programmi della giornata. Scorgo, tra le sbarre della finestra del monolocale a piano terra, il sole levarsi all’orizzonte. Canticchio: "Here comes the sun..it's all right", citando George Harrison. Il sole si leva, penso tra me e me, e tra qualche ora anch'io mi leverò  sopra le nuvole a guardarlo in faccia da un probabile oblò a portata d'occhio. Mi preparo i panini, dando tempo ai miei capelli di asciugarsi all’aria.

Controllo ogni cosa nell’appartamento imminente orfano di un precario lavoratore che lo ha abitato per tre stagioni una di seguito all’altra. Esco, salgo sul treno e lascio Legnano, destinazione Porta Garibaldi. Metro Linea Verde fino a Cadorna, quindi Linea Rossa fino a San Babila, autobus di linea 73 per raggiungere la zona più Est di Milano: Linate. Imbarco, agitazione e batticuore, decollo, finalmente assiciliaggio e il mio spirito si riappropria dell'agreste terra e ciò non di meno della filosofia di vita isolana semplicemente indescrivibile.

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Giu Vale

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"Nella mia esitazione c'è il dramma di ogni trascendenza che consiste nel sapere qualcosa di sè per dono dell'altro" Le Cose dell'Amore - U. Galimberti (2004)

postato da: Giuvale alle ore 17:47 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni divagazioni ecc
lunedì, 17 agosto 2009

Che inebri i desideri...

Figlia del Mare

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Figlia del mare

 

L’incantesimo rotto

un inganno tramato,

piango a dirotto

or sai quant’ho amato.

 

Figlia del mare

che inebri i desideri,

lacrime amare

lavan  ferite d’ ieri.

 

Giuseppe V. Grillo

postato da: Giuvale alle ore 00:46 | link | commenti (5)
categorie: poesie
sabato, 25 luglio 2009

global warNing

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Dovremo abituarci a condizioni climatiche estreme, secondo le "attendibili" teorie del "global warming", o sarebbe più esatto riferirsi al generico "warning", visto che non si tratta solo di riscaldamento globale, ma anche di freddo che entra nelle ossa. 
La concreta incertezza sugli sviluppi futuri del già preoccupante clima nel mondo la si potrebbe verosimilmente addebitare anche al global burning delle potenze industriali del Mondo che tralaltro a forza di produrre, produrre, produrre adesso si beccano, loro, come risultato la recessione, mentre la popolazione del mondo "recede" dalla propria salute se non dalla propria vita.

Giu Vale

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Guarda questo video: Antarctica: The Global Warning

 

http://www.myspace.com/antarcticabook

postato da: Giuvale alle ore 14:57 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni divagazioni ecc
lunedì, 20 luglio 2009

Sicilian blood

Paolo_Borsellino_frase2
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"Chi non ha paura di morire muore una volta sola" emblematica citazione di Borsellino se non sbaglio appunto. C'è una piazza a Catania, nominata a lui, Piazza Borsellino (già Piazza Alcalà) da dove prendevo ogni volta l'autobus per i mei continui spostamenti tra paesello di provincia d'entroterra e Catania ai tempi della spensieratezza studentesca universitaria.
Sono riusciti a spezzare la sua vita, quando invece in vita non sono mai riusciti a piegarlo. Grande nobile esempio. Grande Paolo Borselino.
Trascorro le mie giornate a interiorizzare, come sempre, gli umori della Terra e ad esoricizzare i timori della "guerra" che ogni giorno si perpetra per andare avanti, causa il non voler piegarsi ad alcun compromesso.
 
Giu Vale
postato da: Giuvale alle ore 00:28 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni divagazioni ecc
venerdì, 17 luglio 2009

Essererrare

Essere errare
.
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Itineranti esseri siamo
.
restii al lungo sostare
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Spiriti viandanti, amiamo
.
il nostro incessante errare
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Giuseppe V. Grillo
postato da: Giuvale alle ore 14:26 | link | commenti (3)
categorie: poesie

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